La Repubblica

Rubrica: L'INVENTAVACANZE

9 agosto 2001


La vacanza? La voglio alternativa

ANTOLOGIA DEL TEMPO LIBERO

L'estate e le ferie per riposarsi o per conoscere nuove realtà e nuovi paesi: ma anche per imparare a dipingere, per praticare lo sport preferito, per seguire un corso di cucina o di percussioni, per dedicarsi al volontariato o per illuminarsi in un monastero zen. Alla scoperta del nuovo modo di vivere il viaggio, con tutti i suggerimenti per organizzarsi al meglio.

di Rory Cappelli

Il suono dei djembè, i tamburi africani, rimbomba tra le pareti, rimbalza sulla spiaggia, arriva fino al mare. Decine di mani si muovono allo stesso ritmo, un ritmo guidato da un ragazzo magro, dall'aria dolce. Il ragazzo alza le mani in aria, come un segnale, mentre gli sguardi, attenti, estasiati dal suono e dal movimento, sono puntati su di lui. Le abbassa, un ultimo colpo, poi tutti insieme smettono. Il ragazzo, che poi è Ruggero Artale, uno dei più grandi percussionisti italiani, sorride: la lezione è finita, tra poco lui e i suoi allievi saranno sotto il sole, in acqua, in spiaggia. Perché quello di Ruggero è uno dei corsi di Etnie, un festival nato da una semplice ma geniale intuizione: unire la vacanza a una passione. Due ore al giorno di danza etnica, percussioni arabe, tamburi africani, flamenco o danza col ventre, a scelta, nel villaggio di Marina di Camerota, in Campania. L'iniziativa è partita in sordina ma da quest'anno ha registrato un vero e proprio boom. Perché l'idea di abbinare la vacanza a un corso è piaciuta a tanti, tantissimi, tutti in fila per approfondire quella "cosa" - acquerello, ceramica, cucina, vela, yoga, meditazione, free-climbing, canoying - che per tutto l'anno si sogna di conoscere meglio, ma che non si ha mai la possibilità di fare, troppi impegni, troppo stanchi, troppi soldi. E così il numero dei "corsi in viaggio" è cresciuto in maniera incredibile...